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Le danze e le canzoni tradizionali del Friuli Orientale

La Furlana Furlana del ‘700 Vinca
Torototele Sclave de Tor Stajare
Valsovien Armonighe e Liron Ziguzaine
Ciclamin Lavandere
O soi stade a confessami
di Garzoni
Serenade par te
di Carminati

  La Furlana
E’ una danza che esprime le schermaglie amorose tra due innamorati e si conclude con la canzone:
Zè balis - tu, Pieri?
Sì, sì che jo bali.
L’è un piez che ti cjali,
ninin, tu ses miò.
Zè ustu, ninine
di miòr di cussì.
Ti cjapi e ti bussi
e ti meti a durmì.
Balli, Pietro?
Sì, sì ballo.
E’ tanto che ti guardo,
ragazzo sei mio.
Cosa vuoi, ragazza
meglio di così.
Ti prendo e ti bacio
e ti porto a dormire.
Viene eseguita nella classica disposizione "a quadrato". Questo è il primo ballo eseguito dal nostro gruppo nel lontano 1929 e proprio perché questa danza rispecchia in modo fedele e veritiero la tipologia di danza contadina friulana ottocentesca, il nostro Gruppo è stato premiato con la menzione UNESCO Visualizza la "Menzione UNESCO" (File PDF) da parte della giuria del Festival Mondiale del Folkore di Gorizia nel 1995.

 

  Torototele
Con il termine "Torototei" in passato si indicavano coloro che, provenendo da paesi vicini, portavano nuove notizie di diverso genere. Così la nascita di un bambino, il fidanzamento ed il matrimonio di due giovani, il ritorno di un emigrante, erano occasioni di festa per tutta la comunità di un paese. Ma la festa come poteva cominciare se non con il ballo? Ed ecco qui la "Torototele", una danza eseguita dai contadini in mezzo ai campi, intorno ai covoni di grano e di fieno per festeggiare con semplicità la novità. La disposizione delle coppie inizialmente "a quadrato" si apre alla fine del ballo in un semicerchio.

 

  Valsovien
Questa danza dalla cadenza particolare risente, nel ritmo e nelle figurazioni, delle danze nobiliari settecentesche. I contadini avevano adattato il ballo dai minuetti per ingraziarsi i favori dei loro padroni, davanti ai quali lo eseguivano alla conclusione dell’annata agraria. Si spiegano così i ritmi ripetitivi e la particolare attenzione alla cadenza del ballo ed alla cura per la contemporanea esecuzione delle figure da parte di tutti i danzerini.

 

  Ciclamin
E’ un inno alla primavera ed al fiore "principe" di questa stagione, il ciclamino. I danzerini salutano il ritorno della bella stagione con gioia ed allegria al termine del lungo inverno: il significato della danza viene ulteriormente esaltato dalla canzone
La matine, co spunte il soreli,
Zoventut, contadins e li vielis
van pai cìamps duc quanc ciantuzzant
a brazeto ridint e balant.

Tornin cjase contenz a la sere
Cui flors che jà dàt primevere
ciàntin duc tra un bocal di bon vin:
"Re dai ciamps tu ses tu ciclamin"!
Alla mattina, quando spunta il Sole,
la gioventù, i contadini e gli anziani
vanno nei campi tutti quanti cantando
a braccetto, ridendo e ballando.

Tornano a casa contenti alla sera
con i fiori che ha dato la primavera
cantano tutti tra un bicchiere di buon vino
"Re dei campi sei tu ciclamino"!
Il "Ciclamin" si conclude in semicerchio con i danzerini che, fischiettando, cercano di imitare il suono dello zufolo.

 

  Stajare
E’ il nostro valzer per eccellenza. Secondo la tradizione questa danza, originaria della Stiria, è stata assimilata dai nostri emigranti che la trovavano, nel ritmo e nelle cadenze, molto simile al temperamento friulano anche perché risvegliava in loro l’amore e la nostalgia per la propria terra, il Friuli, e per la ragazza amata lasciata al paese. La disposizione delle coppie è a semicerchio: quasi sempre questo valzer viene eseguito con una coppia centrale che esegue particolari figure, mentre le altre coppie, a contorno, con i loro movimenti esaltano le movenze della coppia centrale.

 

  Ziguzaine
Con il termine "ziguzaine" i nostri anziani intendevano un modo particolare di suonare il violino, una "sviolinata" da dedicare alla persona amata. Così, sulla base di uno dei più tradizionali testi musicali friulani, il nostro gruppo ha voluto recuperare questa danza cercando di marcare il suo significato per i ragazzi e ragazze di una volta, per i quali il ballo rappresentava una della rare occasioni d’incontro per conoscersi, simpatizzare ed anche per innamorarsi. Nella "Ziguzaine" la scelta del fidanzato viene quindi affidata a diverse scene espressive e soprattutto al "gioco dei fazzoletti" a cui le fanciulle davano primaria importanza e da cui traevano gli auspici su chi dovesse diventare il futuro marito. La danza inizia in cerchio e termina con un simpatico omaggio agli spettatori.

 

  Vinca
Questo ballo si eseguiva a conclusione della sagra paesana, quando l’euforia raggiungeva l’apice e la tipica compostezza del temperamento friulano veniva, per la breve durata di un ballo, messa da parte dal ragazzo che poteva finalmente esplodere il suo ardore verso la ragazza amata. Infatti, attraverso tutta una serie di particolari e divertenti movenze, si giunge alla conclusione del ballo con un reciproco scambio di affetto tra moròs e morose (in italiano: tra fidanzati). Per la vitalità e la gioia espressa, questa polka viene solitamente proposta alla fine della nostra esibizione.

 

Negli ultimi anni, dalla collaborazione con altri gruppi della nostra regione, il repertorio del Gruppo si è ulteriormente ampliato con alcune danze patrimonio artistico dei gruppi di tutto il Friuli.

  Furlana del ‘700
Danza antica, certamente fra le più autentiche proveniente dal Cividalese, una delle poche di cui ci sia pervenuta la documentazione della musica e delle coreografie. La danza, dall’esecuzione aggraziata e dalle movenze caratteristiche, esprime gentilezza e cortesia tra innamorati.

 

  Sclave de Tor
Caratteristico della Valle del Torre; veniva eseguito da gruppi di giovani durante gli ultimi giorni di carnevale sulle aie delle case coloniche o in mezzo alle piazzette dei paesi per raccogliere uova, dolci e quant’altro potessero regalare i compaesani per l’esibizione.

 

  Armonighe e Liron
Questa allegra mazurka dell’Alto Friuli, attraverso molteplici figurazioni che si susseguono durante la danza, vuole esprimere un senso di grande spensieratezza. Inizia come ballo di coppia per poi trasformarsi in una danza di gruppo.

 

  Lavandere
Danza dell’Avianese (Friuli Occidentale, o di là da l’aghe, intendendo "l’aghe" il fiume friulano per antonomasia, il Tagliamento) nella quale il danzerino vuole esprimere l’affetto provato verso la ragazza amata, mentre questa sta lavando i panni. Il ballo è una divertente rappresentazione delle astuzie tra giovani innamorati che trovavano occasione per incontrarsi, anche presso il ruscello dove le donne si recavano a fare il bucato, ed in cui persino i dispetti fanno parte del gioco amoroso spensierato e gioioso.

 

Completano il repertorio alcune canzoni caratteristiche tutte il lingua Friulana, tra le quali vogliamo segnalare:

  O soi stade a confessami - di Garzoni
Questa canzone è stata premiata con il "Tritone d’Oro" al "Festival della Canzone in vernacolo" di Caltanisetta nel 1978.

 

  Serenade par te - di Carminati
Serenata che ha ottenuto l’attestato di riconoscimento al Festival Mondiale del Folklore CIOFF di Zielona Gora in Polonia nel 1992.


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